I bilanci dei progetti di ricognizione aerea vengono spesso descritti tramite i risultati quantitativi, relativi in genere al numero delle nuove evidenze o dell'incremento delle informazioni su siti noti.
In determinati contesti, stiamo pensando ad esempio al Tavoliere in Puglia e all'Alto Lazio, questo sistema di sintesi può essere efficace (sebbene fortemente riduttivo) per dare l'idea del contributo straordinario che la ricognizione aerea può offrire all'indagine archeologica. Eseguire una valutazione dei primi sei anni della nostra attività in Toscana su queste basi condurrebbe ad un risultato modesto ma soprattutto fuorviante. Per comprendere meglio questa precisazione ricordiamo che gli obiettivi principali del Progetto sono riconducibili alla documentazione fotografica non solo di anomalie ma anche dei monumenti medievali e classici inseriti nel loro contesto paesaggistico rurale o urbano. Il survey aereo, inoltre è parte di una strategia di indagine articolata nella quale il metodo svolge un ruolo originale e complementare alle altre tecniche. Il peso nella strategia di studio dei paesaggi della ricognizione nella scoperta di nuovi siti o nell'incremento di informazioni varia a seconda delle condizioni complessive di visibilità (questo è principio valido per ogni metodo coinvolto).
Nel caso della provincia di Siena, ad esempio, possiamo affermare senza esitazione che rappresenta la zona meno favorevole della Toscana per la presenza di tracce tipo cropmark, soilmark e microrilevo. In questi anni abbiamo documentato nella provincia senese circa 450 siti archeologici con una copertura quasi sistematica dei castelli medievali e identificato solo due cropmark. Il ruolo della ricognizione aerea esplorativa è decisamente marginale sebbene i due contesti individuati devono necessariamente incoraggiare l'intensificazione delle ricerche anche in queste aree. Agli antipodi della scala della visibilità aerea della Toscana troviamo varie zone della provincia grossetana. In maremma il ruolo della ricognizione aerea è maggiormente equilibrato tra la documentazione di evidenze monumentali e l'identificazione di tracce. Negli ultimi due anni abbiamo concentrato la nostra attenzione in quest'area ottenendo risultati molto significativi soprattutto per le fasi etrusco-romana e medievali. La prima è particolarmente evidente nella valle dell'Albegna, nella valle d'Oro e nella valle dell'Ombrone con tracce pertinenti soprattutto a viabilit? e strutture insediativo-produttive tipo villa o fattoria

Repertorio delle caratteristiche delle fattorie e ville romane
individuate nella provincia di Grosseto
Ad ovest di Roselle abbiamo individuato un'area che ad oggi corrisponde al transetto toscano maggiormente favorevole alla ricognizione aerea. Immediatamente ad ovest della città di Roselle sono visibili tracce di edifici di varie dimensioni, viabilità , partizioni agrarie. In quest'area riteniamo vi siano le condizioni di visibilità , conservazione e ricchezza della risorsa archeologica che permetteranno nei prossimi anni al survey aereo di svolgere un ruolo di primo per la ricostruzione articolata e stratifica di questa porzione di paesaggio

Paesaggio della valle situata ad ovest di Roselle con riferimenti e particolari di alcune delle tracce pi?
significative.

Nelle pianure della Maremma anche in relazione al periodo medievale la ricognizione aerea permette di andare oltre la documentazione di contesti monumentali e dei paesaggi circostanti. Nell'ultimo anno abbiamo ottenuto risultati molto interessanti con l'identificazione di un numero limitato di evidenze ma estremamente significative per tipologia. Si tratta di tre tracce concentriche riferibili verosimilmente a tre fossati.

Triplo fossato situato nella pianura tra Follonica e Scarlino (GR), da attribuire in seguito a
sopralluogo a motta altomedievale.

Il sopralluogo ha permesso di rilevare una variazione di morfologia in corrispondenza delle tracce e di un' importante spargimento di ceramica su tutta l'area riferibile ad un orizzonte altomedievale. La motta è una tipologia insediativa molto diffusa nella penisola ma pressochè sconosciuta nella Toscana centro-meridionale. L'importanza della scoperta deve essere intesa non nell'originalità del rinvenimento ma nella possibile esistenza di altre situazioni analoghe in particolare in aree con le medesime caratteristiche geografiche

A conclusione della presentazione del Progetto Ricognizione Archeologica Aerea della Toscana vogliamo ricordare due aspetti importanti per comprendere l'importanza della continuità negli anni del programma di ricognizioni. Sebbene nella Regione Toscana, per le sue caratteristiche pedologie e di uso del suolo, non sarà mai possibile raggiungere i traguardi delle aree più favorevoli, in questi anni abbiamo assistito ad una tendenza costante verso la crescita dei risultati. Questa situazione è da attribuire al progressivo aumento della nostra esperienza nella comprensione delle caratteristiche del contesto territoriale e delle relative opportunità di osservazione di tracce archeologiche. La restituzione grafica delle tracce rilevate di anno in anno consente di ricomporre frammento dopo frammento il mosaico delle evidenze archeologiche. Nelle aree maggiormente favorevoli l'apporto derivante dalla stratificazione delle informazioni può condurre a ricostruzioni straordinariamente dettagliate non solo dei siti bensì di sistemi di paesaggi costituiti da insediamenti, infrastrutture, divisioni agrarie ed paleoecofatti. In secondo luogo la ripetizione delle ricognizioni e della documentazione fotografica costituisce uno straordinario strumento di monitoraggio per la tutela di monumenti e paesaggi archeologici.


Università di Siena a Grosseto - Area di Archeologia Medievale
Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti - Università di Siena