Applicazioni Tablet PC alla ricognizione aerea
Nel corso delle ricognizioni aeree del 2004 abbiamo sviluppato una
soluzione mobile GIS finalizzata alla documentazione delle evidenze e alla navigazione. Sebbene il contributo in
entrambi i casi sia stato significativo, il palmare utilizzato in campagna e i relativi software hanno evidenziato alcuni limiti.
Anzitutto lo schermo da 3 pollici e mezzo risulta troppo piccolo rispetto alla scala territoriale a cui si lavora e di difficile
utilizzo per le continue vibrazioni a cui si è sottoposti. Altro problema è costituito dall’uso di
uno strumento integrato. La necessità di operare con aerei ad ala alta comporta la presenza del tettuccio che
ostacola la ricezione del segnale, costringendo l’utente ad una posizione protratta in avanti scomoda e innaturale.
Una soluzione potrebbe essere costituita da una antenna esterna ma ciò comporterebbe la presenza di fili nell’
abitacolo che possono ostacolare l’archeologo durante le riprese aerofotografiche. Tra i limiti incontrati nella
nostra esperienza ricordiamo infine le dimensioni limitate delle memorie di massa rispetto alla scala regionale, la
possibilità di installare solo sistemi operativi, GIS e data base elementari.
Insoddisfatti di questa soluzione ci siamo rivolti a verso i Tablet PC
. L’esperienza avviata nel corso del 2004 è incentrata sullo sviluppo di una soluzione
integrata tra un Tablet PC e un GPS bluetooth.
Se il Tablet è troppo ingombrante per essere impiegato nel corso di ricognizioni archeologiche di
superficie risulta ideale in aereo, soprattutto se abbinato ad un
GPS bluetooth che gli conferisce la massima libertà di movimento. È infatti possibile
mostrare la rotta e la posizione al pilota oppure
passare la tavoletta al passeggero seduto sul sedile
posteriore senza intralci e senza mai perdere il segnale. Le dimensioni dello schermo sono da tre a quattro
volte superiori rispetto a un PDA. Inoltre, i Tablet sono veri e propri computer dotati di grandi quantità
di memoria e di sistema operativo Windows XP. Ciò significa che è possibile istallare i medesimi
software utilizzati in laboratorio e trasportare consistenti moli di dati. Attualmente abbiamo sviluppato un sistema
basato su software ArcEditor (ESRI) e un piccolo data base
relazionale, elaborato con FileMaker, attualmente in corso di
trasferimento su Access. Il sistema così concepito
mette a disposizione dell’archeologo, direttamente in aereo, un ampio repertorio di cartografie tecniche,
tematiche, ortofotografiche e costituisce uno strumento di georeferenziazione e di archiviazione dati (DBMS). Il mobile
GIS contiene inoltre le rotte seguite negli anni passati, i punti e la restituzione grafica di tutte le tracce rilevate tramite
fotografia aerea obliqua, verticale, satellite, gradiometro, ricognizioni di superficie, letteratura edita e fonti documentarie.
È questo uno strumento decisamente più ricco, flessibile e aggiornato delle tradizionali schede cartacee e
delle carte topografiche.
Vi sono altri tre aspetti significativi finora emersi nel corso delle prime uscite in aereo. Disporre sul velivolo di un PC,
oltre a soddisfare le esigenze prioritarie di rilievo e navigazione, significa avere uno strumento sul quale appoggiarsi per
svariate attività. Ad esempio, l’uso di fotocamere digitali è sempre più diffuso tra gli
archeologi aerei. Il Tablet può essere utile, in caso di esaurimento delle memorie fotografiche, per scaricare
durante il volo i dati e proseguire il lavoro oppure nel caso di ricognizioni mirate, caratterizzate da particolari esigenze
di qualità delle immagini (quali documentazione di scavi o monumenti), per valutare quasi in tempo reale i
risultati ottenuti. Si possono inoltre installare software tipo Flitestar (Jeppesen) utile per la consultazione di carte
aeronautiche e per l’elaborazione di rotte. La seconda considerazione riguarda il sistema di scrittura. A
differenza del PDA il Tablet dispone del sistema di riconoscimento della scrittura, ciò significa che è
possibile riempire schede e tabelle con la penna del Tablet esattamente come se fosse una comune penna a biro. Oltre
alla facilità di utilizzo in un ambiente che non bisogna dimenticare costantemente sottoposto a disturbi, questa
opportunità consente di archiviare dati meno standardizzati più ricchi di sfumature. Con i sistemi tradizionali
costituiti dalla tastiera digitale è infatti praticamente impossibile lavorare sul terreno e a maggior ragione in aria. Per
superare questo problema i data base vengono progettati con liste valori predefiniti. I dati vengono immessi di campo in campo,
selezionando le voci previste nei rispettivi menù. Si tratta di scegliere l’opzione più affine all’
elemento da schedare operazione che però comporta il rischio di introdurre forzature.
Infine vogliamo portare l’attenzione su un ultimo aspetto. Il lavoro svolto in aereo è
molto intenso e faticoso. Seguire la rotta, leggere e interpretare i paesaggi sottostanti, tenere sempre sotto controllo
l’attrezzatura fotografica per giungere sull’evidenza con l’obiettivo migliore, con un numero
sufficiente di scatti a disposizione, valutare l’incidenza della luce, compilare in modo esaustivo la documentazione,
sono solo alcune delle attività che per essere eseguite in modo corretto richiedono grande esperienza. In Italia è
verosimile che questo metodo di indagine si affermi negli anni a venire ma è probabile che ci vorrà più
tempo prima che vi siano i presupposti per figure specializzate il cui unico compito sia il volo e la ripresa aerea come abbiamo
visto in Gran Bretagna. Strumenti quali il Tablet PC sono forse ancor più utili per archeologi meno specializzati. Questo
dispositivo infatti facilita notevolmente il compito dell’archeologo in
aereo, semplificando la navigazione, l’accesso e la registrazione dei dati e permettendo di concentrarsi maggiorante
sul paesaggio sottostante.