Attività e applicazioni
L’opportunità di sviluppare il primo progetto di survey aereo in Italia, finalizzato alle indagini
territoriali, si è presentata nel corso dell’anno 1999 in occasione dell’XI International School
in Archaeology. In prospettiva dell’imminente modifica della legislazione in merito alle attività di riprese
aeree sul territorio italiano il professor Riccardo Francovich e alcuni archeologi britannici hanno pensato di organizzare a
Siena una scuola di ricognizione aerea e fotografia obliqua. Durante la primavera del 2000 in collaborazione con colleghi
inglesi e Otto Braasch abbiamo effettuato le prime ricognizioni per prendere contatto con la disciplina ed iniziare a focalizzare
alcune potenzialità e limiti della fotografia obliqua nel territorio toscano. Nella primavera del 2001 si è svolta
a Siena, grazie al contributo dell’Unione Europea (Progetto Cultura 2000)
e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena (Progetto
Archeologia dei Paesaggi Medievali) la prima Aerial Archeology Reserch
School.
Negli anni 2002 e 2003 l’attività di ricognizione aerea è proseguita con una media di 30
ore di volo all’anno. In questa fase del nostro lavoro abbiamo acquisito circa 7500 fotografie aeree riconducibili
a poco meno di un migliaio di siti di interesse storico e archeologico. Tra i contesti documentati vi è una certa prevalenza
di siti monumentali con particolare riferimento a centri castrensi e a
contesti urbani. Questa situazione è da attribuire, oltre agli
interessi che da sempre animano l’area di Archeologia Medievale dell’Università di Siena, alla dipendenza
per lo svolgimento delle ricognizioni aeree dai colleghi inglesi e tedeschi. Come è stato ampiamente mostrato nella Parte
I del presente volume, e ribadito nel paragrafo sulla visibilità, il principio che regola il successo di questo metodo di indagine
si basa sull’osservazione delle condizioni di visibilità delle tracce. Individuato il momento più favorevole si vola
e, in relazione agli obiettivi della ricerca, si eseguirà una ricognizione sistematica del contesto territoriale o mirata se rivolta alla
migliore conoscenza di località precise.
Nonostante l’assenza in molti casi di condizioni ideali (logistica e visibilità) è stato comunque possibile
riconoscere nuovi siti attraverso gli strumenti classici della fotointepretazione e quindi, variazioni nella crescita della vegetazione,
nel contenuto di umidità dei suoli, delle caratteristiche fisiche dei terreni o ancora micro variazioni altimetriche. La presenza
di tracce in condizioni non ottimali è strettamente connessa a micro differenze locali delle caratteristiche paesaggistiche ed in
particolare della pedologia, ai fenomeni postdeposizionali e all’uso del suolo. Gli stessi fattori determinano la visibilità
delle tracce sulle riprese verticali eseguite a fini non archeologici.
I contesti archeologici riconosciuti spaziano dalla preistoria all’età moderna e sono relativi a:
Dall’inizio del 2004 abbiamo attivato un rapporto di collaborazione con l’Aero Club di Firenze
che ci consente di pianificare i voli con estrema rapidità in risposta alle variazioni di visibilità dei
depositi sepolti. Nel corso dell’anno abbiamo volato 51 ore tra i mesi di gennaio e agosto, acquisito 5000
fotografie circa e documentato più di 500 evidenze.