La fotografia aerea storica costituisce una fonte irrinunciabile per lo studio del territorio. Le informazioni contenute soprattutto nelle riprese degli anni ’30, ’40 e ’50 mostrano un paesaggio profondamente diverso dalla realtà contemporanea. Sviluppo edilizio, realizzazione di opere infrastrutturali, trasformazioni dell’uso del suolo, meccanizzazione dell’agricoltura hanno profondamente cambiato il territorio, distruggendo in modo irreparabile o occultando una parte significativa del nostro patrimonio archeologico. Ne il sensore più sofisticato ne le tecnologie future potranno riconoscere i siti completamente distrutti durante la seconda guerra mondiale o dagli anni 50 in poi. Solo attraverso l’analisi dettagliata di queste coperture aerofotografiche è possibile recuperare, almeno in parte, la memoria dell’esistenza, dell’ubicazione e dell’articolazione di insediamenti e altre attività antropiche o eventi naturali. Ulteriori motivi di interesse verso questa fonte sono costituiti dalla rilevanza dell’estensione superficiale interessata dalle coperture aeree verticali (in genere quantomeno a scala regionale o provinciale) e dalla ingente quantità di materiale fotografico disponibile, spesso gratuitamente, presso archivi provinciali, regionali, organi militari e collezioni private.


Anche in seguito le fotografie aeree degli anni sessanta e settanta rappresentano un documento fondamentale sia per lo studio dei paesaggi antichi sia per comprendere le trasformazioni più recenti. Infine la nostra esperienza nella Regione Toscana ci insegna che anche le prese più recenti non devono essere sottovalute sia per il potenziale contenuto archeologico (gli interventi antropici posso infatti distruggere le tracce del passato o riportarle accidentalmente in luce) sia per la rapidità di trasformazione del territorio contemporaneo.

L’attività in questo settore dell’Area di Archeologia Medievale risale alla metà degli anni ’80 ed è da attribuire all’infaticabile lavoro di Marcello Cosci. Il lavoro svolto presso il LAP&T può essere ricondotto al proseguimento della lettura allo stereoscopio delle fotografie aeree, all’immissione dei dati acquisiti in passato in ambiente informatizzato, azione e interpretazione tramite restituzione grafica vettoriale ed infine all’applicazione a casi di studio di particolare interesse di tecniche fotogrammetriche.

Allo stato attuale tutte le anomalie (circa 5500) sono state acquisite in formato digitale e le informazioni descrittive ad esse associate inserite in un apposito data base. Il processo di georeferenziazione e restituzione grafica, tuttora in corso, è tra gli obiettivi principali del cofinanziamento del MIUR 2004, Cartografia finalizzata e sistemi informativi per il patrimonio archeologico del territorio: campioni regionali in Italia e nel bacino del Mediterraneo (coordinatore nazionale M. Guaitoli).

Di recente la nostra attività di lettura ed analisi si è concentrata sul volo base (1954) e su prese acquisite negli anni ’70. Gli spazi indagati sono relativi alla provincia di Siena, alla costa Toscana (da Caparbio a Cecina), alle aeree previste nella programmazione delle ricerche per la Carta Archeologica della Provincia di Grosseto (tratto costiero da Grosseto a Pescia Romana e area parco e preparco dei monti dell’Uccellina) ed infine il comprensorio amiatino relativo ai comuni di Castell’Azzara, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio.



Università di Siena a Grosseto - Area di Archeologia Medievale
Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti - Università di Siena

christian louboutin outlet, christian louboutin store, christian louboutin 2015, christian louboutin italia, christian louboutin sale, christian louboutin saldi, christian louboutin donna, christian louboutin borse, christian louboutin pumps, christian louboutin sandali