
Robert Bewley (English Heritage) presenta il volume
IN VOLO NEL PASSATO
Aerofotografia e cartografia archeologica di
CHRIS MUSSON, ROG PALMER, STEFANO CAMPANA
con contributi di
MARCELLO COSCI,
MICHAEL DONEUS, WOLFGANG NEUBAUER,
COLIN SHELL,
ANTHONY R. BECK, GRAHAM PHILIP,
DANIEL N.M. DONOGHUE, NIKOLAOS GALIATSATOS
MAURIZIO FORTE,
traduzioni di
CINZIA BACILIERI, STEFANO CAMPANA
La XIII Summer School in Archaeology dell’Università di Siena dal titolo, Aerial Archaeology Research School realizzata nel maggio 2001 fu caratterizzata
>da un particolare entusiasmo. La legge che dal 1939 regolava le attività di ripresa aerofotografica sul territorio italiano impedendo di fatto lo sviluppo della pratica
della ricognizione aerea a fini archeologici era appena stata abrogata. Finalmente insieme a giovani archeologi italiani potevamo decollare, legalmente, ed esplorare
e documentare la penisola. Sulla base dell’esperienza maturata da generazioni di archeologi aerei centro e nord europei abbiamo provato l’emozione
di aprire improvvisamente una porta sigillata più di sessant’anni prima.
Nei decenni successivi al 1939 lo studio delle evidenze aeree in Italia ha raggiunto alti livelli qualitativi attraverso il lavoro di specialisti in Università e
Istituti tra i quali non possiamo non ricordare l’Aerofototeca Nazionale, l’Istituto Geografico Militare e il CNR di Lecce. Le tematiche e le applicazioni di questa
lunga esperienza di studi sono state recentemente illustrate a Roma nella primavera 2003 in una meravigliosa mostra e nella relativa pubblicazione dal titolo
Lo sguardo di Icaro entrambe curate dal Professore Marcello Guaitoli.
Una caratteristica peculiare degli studi aerofotografici italiani consiste nell’uso
pressoché esclusivo di fotografie verticali, il più delle volte acquisite a fini non archeologici. In più di cinquant’anni di intensa attività di ricerca gli archivi
di fotografie aeree verticali hanno acquisto un valore inestimabile. Attualmente costituiscono una risorsa imprescindibile per l’interpretazione e la
documentazione dell’archeologia italiana conservando senza soluzione di continuità tracce di testimonianze dalla preistoria fino alle radicali trasformazioni del
territorio degli ultimi decenni. Praticamente assente nell’esperienza italiana è la ricognizione aerea condotta
direttamente da archeologi utilizzando aeroplani da turismo al fine di documentare emergenze tramite la fotografia aerea obliqua. Questa metodologia ha permesso
agli archeologi di molti paesi europei di individuare e di fotografare, in contesti territoriali idonei e al momento giusto dell’anno,
innumerevoli siti spesso visibili solo dall’alto. Superata la legislazione del 1939 anche gli archeologi italianidispongono dell’opportunità di utilizzare questa metodologia di
ricerca di cui è ben nota l’efficacia. Nella Parte I del volume In volo nel passato, Chris Musson espone i concetti
di base, le metodologie e le applicazioni della ricognizione aerea esplorativa. In molti paesi questa tecnica di indagine ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza del passato, aiutando a mettere in
comunicazione il dato archeologico e la storia con il grande pubblico e costituendo inoltre un elemento di sensibilizzazione per la conservazione delle evidenze e dei paesaggi archeologici
sempre più minacciati dalle attività edilizie, industriali e agricole. Le conclusioni del ‘dialogo’ tra l’archeologo aereo e il paesaggio sottostante
sono conservate nelle stampe, nelle diapositive e nelle immagini digitali acquisite e archiviate dall’archeologo. Comunque un archivio di centinaia o di migliaia di immagini ha poco valore se le
informazioni in esso contenute non sono estrapolate attraverso il processo di interpretazione e di restituzione cartografica e ancora se la documentazione non viene organizzata in modo da
renderle accessibili le informazioni a tutti i potenziali interessati. A questi argomenti è dedicata la Parte II del volume, Documentare il passato,redatta da Rog Palmer. Fino a pochi anni fa’
la restituzione cartografica da fotografie aeree oblique comportava grossi problemi di accuratezza metrica. Lo sviluppo negli ultimi due decenni di software dedicati consente ora di svolgere
queste operazioni con semplicità, efficienza e a costi ridotti tramite l’impiego di comuni scanner da tavolo e personal computer. Attualmente le informazioni aeree
acquisite sia nell’ambito di progetti ormai terminati sia in corso costituiscono una fonte perfettamente integrabile nel record archeologico. La seconda parte del volume si sofferma infine sull’
utilità di far dialogare la fotografia aerea con altre fonti. A tale proposito Palmer insiste su come la simbiosi tra evidenza aerea e altri dati telerilevati, ricognizioni di superficie, scavi archeologici e
fonti documentarie aumenta notevolmente le capacità dell’archeologo nella lettura delle dinamiche >insediative e produttive di un territorio.
La Parte III del volume intitolata, Fotografare i segni del passato, di Chris Musson e Stefano Campana, raccoglie esempi italiani allo scopo di illustrare usi e metodi della ricognizione aerea e della fotografia
obliqua. La raccolta di fotografie proposta in questa sezione rappresenta solo una piccola anticipazione. Gli autori credono infatti questo libro sarà presto rimpiazzato o ripubblicato
in un’edizione aggiornata nella quale presentare i nuovi risultati conseguiti dagli archeologi italiani nell’esplorazione e nella restituzione cartografica delle evidenze del passato. Riteniamo che
col tempo questa metodologia aprirà in Italia, come è avvenuto in altre parti d’Europa, nuove prospettive, arricchendo i metodi da tempo affermati per l’esplorazione e
interpretazione archeologica dei paesaggi. Nella Parte IV del volume, In volo nel futuro, Stefano Campana presenta la Scuola e il Workshop tenutisi a Siena nella primavera del 2001. Gli atti del convegno, durato
tre giorni, al quale hanno partecipato più di 30 specialisti sono stati selezionati al fine di presentare, in forma aggiornata, solo gli interventi rivolti a discutere le nuove metodologie di telerilevamento ch
saranno protagoniste degli anni a venire. Il volume si conclude con appendice tecnica e la bibliografia di riferimento per coloro che volessero approfondire gli argomenti trattati.
INDICE
PREFAZIONE
RINGRAZIAMENTI
GLOSSARIO
PARTE I: IN VOLO NEL PASSATO Chris Musson
1. Archeologia aerea: storia e approcci diversi
2. Rilevamento aerea: vantaggi e limiti
3. Progettare la ricognizione aerea
4. Strumenti del mestiere
5. Ricognizione aerea: la pratica
PARTE II: DOCUMENTARE IL PASSATO Rog Palmer
6. Catalogazione, archiviazione, consultazione
7. Fotografie, mappe, restituzione grafica
8. Fotointerpretazione, trasformazione, documentazione
9. Verso la comprensione archeologica
PARTE III: FOTOGRAFARE I SEGNI DEL PASSATO Chris Musson, Stefano Campana
10. Alla ricerca dell’archeologia
PARTE IV: IN VOLO NEL FUTURO a cura di Stefano Campana
Introduzione Stefano Campana
11. Looking to the future: una strategia per l’archeologia dei paesaggi toscani Stefano Campana
12. Ricerche aeree in Toscana Marcello Cosci
13. Multiple survey techniques at Roman Carnuntum Michael Doneus, Wolfgang Neubauer
14. Digital airborne remote sensing Colin Shell
15. Using de-classified satellite imagery Anthony R. Beck, Graham Philip, Daniel N. M. Donoghue,
Nikolaos Galiatsatos
16. Teleriveamento e il paesaggio archeologico aksumito Maurizio Forte
APPENDICI a cura di Chris Musson
A. La legge vigente in materia di riprese aeree
B. Uso di macchine fotografiche digitali
C. Fonti delle figure
D. Scuole di Archeologia Aerea: Siena 2001, Foggia 2003
BIBLIOGRAFIA