Attività di dimostrazione, diffusione e disseminazione dei risultati e delle metodologie del progetto

Le metodologie applicate alla ricerca potranno esse stesse divenire oggetto di diffusione e di dimostrazione di un metodo di ricerca archeologica applicato allo studio dei paesaggi. La divulgazione di queste potrà avvenire mediante mostre e azioni varie di carattere divulgativo, sintetizzabili in
  • Mostre legate alla divulgazione della pratica e dei risultati delle ricognizioni aeree. Potrà essere oggetto di divulgazione il metodo, supportato da una solida base scientifica, elaborata soprattutto nei paesi anglosassoni negli ultimi cinquant’anni. Sarà formativo diffondere i principi grazie ai quali è possibile analizzare il paesaggio dall’alto, riconoscendo tracce della presenza di elementi archeologici nel sottosuolo mediati dal comportamento anomalo della crescita delle piante, della dispersione dell’umidità nei suoli o dell’allinearsi di elementi paesaggistici attuali a regole non conformi con in pattern odierni. Sarà formativo anche osservare le differenze e le similitudini fra le piante dei vari castelli, inquadrandone le ragioni in precise questioni storiche del Medioevo. Le fotografie aeree, per la gradevolezza intrinseca, risultano di per sé oggetti particolarmente adatti all’esposizione.
    In buona parte la base fotografica è già a disposizione del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena (i riferimenti numerici sono esposti al paragrafo 1. Natura e obiettivi del progetto, punto 2) grazie all’attività di ricerca del LAP&T degli ultimi cinque anni. Nei due anni del progetto è previsto che l’attività di ricognizione aerea continui in Val d’Orcia, incrementando il patrimonio fotografico già esistente.
  • Sono da progettare anche mostre archeologiche del materiale proveniente dalle ricognizioni di superficie e dai futuri saggi stratigrafici previsti dal progetto che in anni passati o recenti sono state condotte su tutti i territori comunali del Parco (progetto Carta Archeologica della Provincia di Siena). Anche in questo caso oltre ai materiali, sarà auspicabile presentare il metodo di ricerca. Sarà interessante spiegare come sia possibile riconoscere, da pochi frammenti tratti in superficie dai lavori agricoli, la presenza di una certa epoca per esempio di evidenze interpretabili come abitazioni. Oppure spiegare come sia possibile riconoscere una villa romana da un villaggio etrusco e così via.
  • Mostre tematiche o monografiche su alcuni siti particolarmente significativi, dove la ricerca archeologica si è concentrata in modo particolare, mostrando l’apporto proprio di ognuna delle diverse tecniche utilizzate
  • Organizzazione di giornate di “studio” attraverso i percorsi culturali individuati per comunicare le modificazioni dei paesaggi archeologici nel corso dei secoli.
  • Conferenze divulgative sia del metodo utilizzato sia dei risultati conseguiti nella ricerca sui vari territori.
  • Pubblicazione di articoli e guide archeologiche della Valle. Guide che abbiano possibilmente una forte attrattiva turistica, realizzate comunque sulla solida base di partenza derivante dal lavoro decennale svolto e in corso sul territorio.
  • Dislocazione di totem informatici (per un approfondimento, paragrafo 2. Innovativit?del progetto) nel territorio.



Università di Siena a Grosseto - Area di Archeologia Medievale
Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti - Università di Siena