Il contatto con la ricognizione aerea della cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Siena risale al 1991 quando in occasione della IV International Summer School in Archaeology, dedicata all'archeologia del paesaggio, abbiamo invitato Chris Musson e Roman Whimster, due archeologi aerei britannici. A causa della legislazione vigente in materia di prese aerofotografiche abbiamo dovuto attendere quasi dieci anni prima di poter mettere in pratica questo metodo di ricerca. Oggi la ricognizione aerea si inserisce in un percorso di studio dei paesaggi archeologici sviluppato negli anni in stretta relazione sia con le caratteristiche geomorfologico-ambientali del contesto territoriale toscano sia con i nostri obiettivi storico-archeologici. Il Progetto Ricognizione Archeologica Aerea della Toscana ha tra i suoi obiettivi principali la documentazione fotografica sistematica delle emergenze monumentali e in traccia di età medievale, classica e preistorica della Regione. Il programma ha natura trasversale e costituisce una parte integrante di progetti di ricerca più ampi quali sono le Carte Archeologiche delle Province di Grosseto, Siena e Livorno. Allo stato attuale di work in progress, oltre alla ricognizione aerea e alla relativa documentazione fotografica, Il contributo della ricognizione aerea in un palinsesto già così ampio di metodi di indagine centrale e connaturato alle peculiarità del contesto e del metodo. Il survey aereo permette infatti di raccogliere dati su scala regionale e contestualmente operare analisi puntuali tramite la ripetizione dei voli e la possibilità di variare (sebbene entro certi limiti) il grado di dettaglio.

Le ricognizioni aeree tra 2000-2005
Durante la primavera del 2000 in collaborazione con English Heritage e Otto Braasch abbiamo effettuato le prime ore di volo nelle province di Siena, Grosseto e Livorno. L'anno successivo per iniziativa di Riccardo Francovich, Chris Musson e Bob Bewley ha avuto luogo a Siena la prima Scuola italiana di ricognizione aerea e fotografia obliqua. Nei primi due anni di attivit?abbiamo totalizzato 132 ore di volo esplorando una parte consistente della Toscana centro-meridionale.

Rotte delle ricognizioni aeree tra 2000 e 2005

Negli anni 2002 e 2003 l'attività di ricognizione aerea è proseguita con una media di 30 ore di volo per anno. Nei primi quattro anni del nostro lavoro abbiamo acquisito circa 9500 fotografie aeree riconducibili a poco più di un migliaio di siti di interesse storico e archeologico. Tra i contesti documentati vi è una certa prevalenza di siti monumentali con particolare riferimento a centri castrensi e a contesti urbani.

castello di Chiusino (SI), castello di Castagneto Carducci (LI), abbazia di San Galgano (SI),
 castello di Rocca San Silvestro (LI), San Rabano (GR), castello della Ripa d'Orcia (SI). panoramica della citt? di Firenze e particolare dell'anfiteatro. Citt? di Lucca e particolare
dell'anfiteatro.

Questa situazione è da attribuire, oltre agli interessi che da sempre animano l'area di Archeologia Medievale dell'Universit? di Siena, alla dipendenza per lo svolgimento delle ricognizioni aeree dai colleghi inglesi e tedeschi. Il principio che regola il successo di questo metodo di indagine si basa sull'osservazione delle condizioni di visibilità delle tracce. Individuato il momento più favorevole si procede con la ricognizione aerea. Non disporre di un aereo e del pilota nei momenti più appropriati significa porre un grave limite all'applicazione del metodo. Nonostante l'assenza in molti casi di condizioni ideali (logistica e visibilit? è stato comunque possibile riconoscere nuovi siti attraverso gli strumenti classici della fotointepretazione e quindi, variazioni nella crescita della vegetazione, nel contenuto di umidit? dei suoli, delle caratteristiche fisiche dei terreni o ancora micro variazioni altimetriche. La presenza di tracce in condizioni non ottimali è strettamente connessa a differenze locali delle caratteristiche paesaggistiche ed in particolare della pedologia, ai fenomeni postdeposizionali e all'uso del suolo. Gli stessi fattori determinano la visibilit?delle tracce sulle riprese verticali eseguite a fini non archeologici. I contesti archeologici riconosciuti spaziano dalla preistoria all'et? moderna e sono relativi a insediamenti, necropoli, recinti, viabilit? parcellizzazioni agrarie, paleoalvei ecc. Con l'inizio del 2004 la nostra attivit? ha subito un importante salto di qualit? . Abbiamo avviato un rapporto di collaborazione con l'Aero Club di Firenze che ha messo a nostra disposizione velivoli e piloti. Essere in grado di scegliere quando volare non ha significato solo poter seguire, ad esempio, lo sviluppo della crescita del grano e quindi operare in uno dei momenti in cui la visibilit? dei depositi sepolti è più elevata. Il contributo più significativo consiste a nostro parere nella possibilit? di volare in qualunque periodo dell'anno per esplorare le caratteristiche e le risposte della visibilit? archeologica dei paesaggi toscani. Nel corso dell'anno abbiamo cercato di volare ad interavalli regolari, da quindici giorni ad un mese, al fine di conoscere meglio il contesto delle nostre indagini. Nel corso del 2004 abbiamo volato in totale 51 ore ad intervalli piuttosto regolari e frequenti tra i mesi di gennaio e agosto, raggiungendo il picco di attivit? tra la fine di maggio e la met? di giugno. In totale abbiamo acquisito circa 5000 fotografie oblique e documentato più di 500 evidenze archeologiche e paleoambientali. In relazione a siti e paesaggi la ricognizione aerea è risultata piuttosto efficace sia per l'individuazione di nuovi siti sia per l'incremento di informazioni in corrispondenza di contesti precedentemente noti. Più complessa e limitata ad un numero ridotto di evidenze è il riconoscimento di evidenze propriamente medievali. Il problema è da rintracciare nella continuit? di una parte consistente delle reti insediative medievali e nella predilezione per le sommit? collinari, in genere in Toscana occupate da bosco. Le ricognizioni condotte nel corso dell'inverno 2004 sembrano forse prospettare nuove possibilit?, sebbene tutt'altro che rivoluzionarie, per l'indagine delle aree boschive se condotte nei periodi in cui il manto vegetale è meno denso e a bassa quota. In queste condizioni è infatti possibile riconoscere e documentare siti fossilizzati, tra cui castelli, complessi religiosi, ecc.

Velivolo Cessna 172 dell'Aero Club di Firenze utilizzato abitualmente per le ricognizioni 
aeree. Piloti dell'Aero Club di Firenze, Riccardo Francovich e Stefano Campana dopo il volo conclusivo della Scuola di ricognizione aerea
svolta a Grosseto nel 2005. Dall'alto a sinistra: necropoli , fossato/recinto, ville romane, viabilit?, paleoalvei, campi fossili.

In questi anni un ruolo determinante per la conoscenza del territorio e la costruzione dell'archivio aerofotografico è stato svolto dall'organizzazione di scuole specialistiche caratterizzate da intensa attivit? pratica (poco più del 60% del totale delle ore di volo). La scuola svolta nel 2005, Ricognizione aerea, fotografia digitale e interpretazione GIS based, ha ottenuto risultati eccellenti con un incremento significativo del numero di fotografie e di siti pari a circa il 50%. Nel complesso in sei anni di attivit? , al mese di novembre 2005, abbiamo volato per un totale di 360 ore ed acquisito una banca dati di circa 27000 fotografie aeree oblique. Il lavoro aereo in questi anni ha marcatamente privilegiato la Toscana centro meridionale. Ciò è da attribuire esclusivamente al carattere trasversale del Progetto e quindi dalla prioritt di cominciare dallo studio dei territori provinciali in cui sono gii attivi progetti di carta archeologica. Dal prossimo anno prevediamo di estendere le ricognizioni alle province di Livorno e Pisa, fino a coprire, negli anni successivi, l'intera Regione.


Università di Siena a Grosseto - Area di Archeologia Medievale
Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti - Università di Siena

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