
Tra i metodi disponibili per la ricerca territoriale la ricognizione aerea occupa un posto a parte. Consente
infatti di raccogliere dati su scala regionale e contestualmente operare analisi puntuali tramite la ripetizione dei
voli e la possibilità di variare (sebbene entro certi limiti) il grado di dettaglio. Come noto, in Italia a causa
della legislazione in materia di riprese aerofotografiche emessa nel 1939, gli studi di aerofotografia archeologica
hanno registrato uno sviluppo anomalo rispetto ai maggiori paesi europei. Le ricerche condotte hanno fatto uso
quasi esclusivamente di riprese aerofotogrammetriche acquisite con finalità non archeologiche. Al contrario
in paesi quali Francia, Germania e Gran Bretagna la ricognizione aerea è una metodologia ampiamente diffusa
da oltre cinquant’anni ed è organizzata in Gran Bretagna in sistematici programmi nazionali e regionali
di ricerca diretti dagli enti predisposti alla tutela del patrimonio storico archeologico