Poggio Cavolo
Lo scavo archeologico del villaggio d’altura medievale di Poggio Cavolo è condotto in sinergia tra il Laboratorio
Archeologia dei Paesaggi e Telerilevamento (LAP&T) e il laboratorio di Archeologia Medievale della sede di Grosseto sotto la direzione
scientifica del Prof.Riccardo Francovich. L’intervento stratigrafico rappresenta il momento centrale del lungo processo conoscitivo
che partendo dalla prima identificazione del contesto alla fine degli anni ’80 del secolo scorso in occasione delle prospezioni
topografiche di Carlo Citter nell’agro rosellano, passa attraverso l’indagine multi-stage messa in atto a partire dal 2003
da parte del LAP&T (ricognizioni puntuali e ripetute, rilievi GPS, indagini geofisiche e monitoraggio del sito attraverso ricognizioni
aeree in diversi periodi dell’anno)
Nel corso della prima campagna (5 settembre-7 ottobre 2005) si è optato per concentrare gli sforzi sul pianoro sommitale
esteso per poco più di 4000 mq, laddove era possibile ipotizzare l’esistenza delle
tracce più antiche dell’occupazione stabile dell’altura. La collina di Poggio Cavolo deve avere rappresentato
un luogo assolutamente favorevole per una installazione umana data la posizione di controllo a 360° su una ampia porzione di
territorio costiero e subcostiero dell’area grossetana, garantendo anche la possibilità
di sfruttare ai fini insediativi le pendici collinari su tutti e quattro i lati. In questa prima fase non si è previsto di effettuare saggi
anche al di sotto dell’area sommitale data la natura delle indagini legate principalmente alla valutazione del deposito archeologico,
nonostante le prospezioni di superficie effettuate tra il 2003 e il 2004 avessero consentito di individuare sulle pendici meridionali e
occidentali tracce significative di terrazzamenti antichi e di reperti mobili riferibili al periodo compre
so tra la fine dell’altomedioevo e i secoli centrali. La strategia messa in campo ha quindi previsto
l’apertura di due aree di scavo nella porzione centro occidentale della sommità della collina
per una superficie complessiva di 261 mq scavati stratigraficamente a partire dall’humus, equivalenti a circa
il 6,5% dell’intera area racchiusa entro il circuito murario.

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