Ad oggi il LAP&T è stato impegnato sul campo per totale complessivo di 8980 ore, indagando ca. 200 km2
nelle province di Siena e Grosseto. Le ricerche, in genere, hanno potuto contare sulla costante presenza di gruppi di ricercatori
(in media 5/6 persone) costituiti in prevalenza da laureandi in discipline archeologiche provenienti da Università italiane, inglesi e spagnole.
Il metodo di indagine consiste nel rastrellamento ordinato e sistematico dei fondi agricoli. Nei periodi di lavorazione del terreno, i
ricercatori allineati a una distanza regolare di cinque/dieci metri, percorrono il campo (arato, morganato o fresato) per linee parallele.
L'obiettivo è la ricerca di concentrazioni di materiale archeologico portate in superficie dall'azione dalle macchine agricole.
La copertura sistematica del sito si interrompe temporaneamente in presenza di concentrazioni di reperti. L'osservazione
del suolo viene intensificata e si compila la relativa documentazione. Il criterio di raccolta dei manufatti rinvenuti in concentrazione
si basa sul recupero di tutti i materiali databili, di un campione di reperti per classe ceramica e la scelta dei più rappresentativi tra
i reperti presenti in grandi quantità (laterizi, materiali edilizi eccetera). Nel caso particolare degli off-site la raccolta dei materiali è stata
sistematica. Nel corso delle ricerche abbiamo eseguito nel 20% dei siti ca., la ripetizione della ricognizione. La scelta di replicare la
copertura costituisce a nostro parere una esigenza pressochè irrinunciabile, considerato l'attuale stato di depauperamento dei contesti
di superficie, per garantire una migliore interpretazione dei depositi ipogei.
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