Gestione ed interpretazione in ambiente GIS delle fotografie aeree oblique delle province di Siena e Grosseto
(Maria Corsi)
L’Area di Archeologia Medievale dell’Università di Siena svolge da più di vent’
anni ricerche e studi nell’ambito dell’archeologia territoriale. Questo tipo di attività
si è consolidata con lo svolgersi di progetti di tutela e monitoraggio di emergenze
archeologiche quali “Carte Archeologiche delle province di Siena e Grosseto” e
“Siti d’Altura della Toscana”
Tali iniziative hanno dato inizio a numerose campagne di ricognizione
archeologica, ciò ha contribuito a creare l’occasione per sperimentare nuove
tecniche per una migliore elaborazione ed interpretazione dei dati acquisiti.
L’Archeologia territoriale si è così indirizzata verso quella che adesso sembra
essere la migliore e più efficace gestione del dato archeologico ottenuto sul
campo: il GIS. L’utilizzo dello strumento GIS permette agli utenti di elaborare
criticamente e analiticamente i dati archeologici che possono essere incrociabili
con altri dati tramite un sistema di layers sovrapponibili ed interagibili. Si ottiene
dunque un’immediato accesso all’informazione archeologica che riesce in questo
modo a confluire all’interno dei sistemi informativi territoriali promossi dagli organi
predisposti alla gestione, alla tutela e alla pianificazione del territorio. Questa è
dunque da reputarsi una delle prime conquiste da parte degli archeologi in
ambito territoriale. Un secondo successo avvenuto negli ultimi anni è da
considerarsi quello della fotografia aerea obliqua. A causa di una legge del 1939
non era possibile acquisire liberamente in Italia immagini aeree del territorio.
Questo non toglie che nel nostro Paese prima dell’abrogazione di tale legge
(avvenuta nell’anno 2000) non vi fossero attività di fotointerpretazione. Esempi
ormai noti come la sezione di Topografia Antica del Dipartimento di Scienze
Storiche Archeologiche e Antropologiche dell’Antichità dell’Università di Roma La
Sapienza, il Laboratorio di Fotointerpretazione Archeologica del Dipartimento di
Archeologia e Storia delle Arti dell’ Università di Siena e il Laboratorio di
Topografia Antica e Fotogrammetria dell’Università di Lecce dimostrano infatti
questo tipo di ricerca (anche se con forti restrizioni a causa della legge) da parte
degli archeologi. Il lavoro dei laboratori sopra citati costituisce una forma di
documentazione per i siti già noti ed ha permesso di individuare numerose tracce
anche per insediamenti finora del tutto sconosciuti, costituendo un potenziale
informativo straordinario per i tre periodi storici di cui si occupa l’archeologia:
periodo preistorico, classico e medievale.
Fino al 2000 potevamo disporre solamente delle foto storiche e dei voli realizzati
da enti pubblici e privati con scopi assai diversi tra di loro. Con l’abrogazione di
questa legge abbiamo conosciuto una svolta nell’ambito della fotografia aerea
obliqua. Una delle prime università Italiane che ha mostrato un particolare
interesse verso questa disciplina grazie al cambiamento legislativo è stata
l’Università di Siena. Nel maggio del 2001 il Professor Riccardo Francovich ha
deciso infatti di prendere contatti con l’English Heritage e ad altri esperti del
settore per organizzare a Siena la prima Aerial Archeology Research School
(Scuola di Survey Aereofotografico). A questa iniziativa hanno partecipato 21
studenti provenienti da tutta Italia impegnati nei settori della ricerca, della tutela e
della pianificazione del territorio. Durante lo svolgimento del corso sono state
scattate 7.534 fotografie in 127 ore di volo e tre ore di filmati. La scuola si è
prefissa principalmente due obiettivi. Il primo è stato quello di consentire a tutti i
partecipanti di acquisire i metodi necessari per poter svolgere attività di questo
genere. Il secondo è stato quello di iniziare la costruzione di un archivio di
fotografie oblique (per il censimento del patrimonio archeologico Toscano) una
volta vista la gran quantità di documentazione che avrebbe sicuramente
comportato notevoli difficoltà di gestione ed analisi del dato. Per poter svolgere
questo progetto la documentazione è stata trasferita in ambiente informatico.
La
strategia adottata è stata quella di organizzare i dati secondo su tre livelli:
database multimediale, alfanumerico e GIS. Inizialmente sono state acquisite a
scanner tutte le fotografie scattate durante il periodo della scuola.
Successivamente i file (le immagini e i filmati) sono stati inseriti in un database
multimediale (Cumulus). Questa soluzione ha permesso di creare a proprio
piacimento un sistema di categorie tematiche gerarchizzate, consentendo di
ordinare gli elementi secondo le caratteristiche proprie del loro contenuto.
Questa struttura, molto semplice ed agile da gestire, è risultata particolarmente
efficace nel corso del processo di interpretazione delle immagini.
Contemporaneamente le fotografie sono state posizionate in ambiente GIS
tramite i dati acquisiti durante i voli forniti dal GPS. I siti documentati
corrispondono a 280 siti archeologici.
In particolare si tratta di castelli, insediamenti medievali, monasteri,
parcellizzazioni agrarie, scavi archeologici, ville romane e viabilità antica. Dopo la
Scuola di Survey Aereofotografico la maggior parte dei siti rilevati, genericamente
indicati come cropmarks, solimarks, non identificabile, non ha trovato una precisa
definizione. Da qui è nata l’idea di censire sistematicamente tutte le riprese aeree
in modo tale da far ricoprire al patrimonio storico-archeologico un ruolo attivo
nella ricerca e nelle politiche territoriali di gestione e valorizzazione del
paesaggio.
La tesi che proponiamo si prefigge tra gli scopi principali, la georeferenziazione e
la restituzione cartografica su layer vettoriale di tutte le anomalie da foto aerea
acquisite nell’anno 2001 nelle province di Grosseto e Siena.
La strategia scelta per questo tipo di iniziativa ha visto l’applicazione delle
operazioni di rettifica e restituzione ad una o più immagini per sito. In questo
modo si rende possibile confrontare i dati acquisiti con tutti gli altri piani
informativi di cui disponiamo per poter creare un supporto per l’interpretazione
dei dati.
Tra gli obiettivi secondari della tesi vi è la verifica in campagna della reale natura
del deposito archeologico tramite ricognizioni di superficie. Per questo motivo
abbiamo scelto tre casi di studio, uno nel Senese e due nel Grossetano
effettuando un sopralluogo per verificare o meno la corrispondenza di materiali
archeologici con l’anomalia da fotografia aerea.